Certificazione impianti a Roma

Certificazione impianti a Roma: dichiarazione di Conformità di Impianti installati negli edifici del territorio del Comune di Roma ai sensi del D.M. 37/08 s.m.i. relativa ai Permessi di Costruire, alle SCIA in alternativa al Permesso di Costruire riguardanti immobili con domanda di Condono in corso o ricadenti nei Piani di Zona (L. 167/62) depositata presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Direzione Edilizia.

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Costo della Certificazione impianto: 250 €
Incluso sopralluogo ai sensi di legge

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Come ottenere la certificazione dell’impianto a Roma

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Certificazione Impianti a Roma, Dichiarazione di conformità (Di.Co) e dichiarazione di rispondenza (Di.Ri) impianto 2020: certificato elettrico, idrico sanitario

Cos’è, quando è obbligatorio e qual è il costo del certificato?

Ti sei mai chiesto se il tuo impianto elettrico è sicuro? Per averne la certezza dovresti avere la dichiarazione di conformità o il certificato di rispondenza dell’impianto alle normative del tempo. Per i più curiosi, la normativa di riferimento, punto di partenza per la redazione di questi documenti, è il Decreto ministeriale 37/2008.

Il DM regola la realizzazione, manutenzione e progettazione degli impianti negli edifici.

Che cos’è il certificato di conformità dell’impianto?

La dichiarazione di conformità, nota anche come Di.Co, è un documento obbligatorio nel momento in cui si installa un nuovo impianto di tipo elettrico, idraulico, riscaldamento (termico e caldaia), radiotelevisivo, cottura o evacuazione fumi (canna fumaria).

Attraverso questo documento, il tecnico certifica che l’impianto è stato realizzato seguendole normative in vigore e le prescrizioni di legge.

Cosa molto importante: la dichiarazione deve essere rilasciata da un’impresa abilitata. Difatti, non tutte le imprese edili possono rilasciarlo, ma solo quelle che ottengono l’abilitazione. Ciò avviene quando il legale rappresentante dell’impresa, oppure il responsabile tecnico, ne fa richiesta e dimostra il possesso di alcuni requisiti professionali disposti dall’art 4 del D.M.37/2008 (ad esempio il periodo di inserimento di almeno quattro anniconsecutivi alle dirette dipendenze di un’impresa del settore).

Quindi, questo documento dovrai richiederlo quando realizzerai un nuovo impianto.
Ma, potresti anche dichiarare la conformità su un impianto esistente.

Per far ciò, esiste un altro documento, il certificato di rispondenza Di.Ri.

Quando è obbligatoria la DICO? Deposito e sanzioni.

Non sempre è obbligatorio avere l’impianto a norma. La dichiarazione diventa inderogabile nel caso di:

  • impianto ex-novo e quindi una nuova realizzazione;
  • allaccio nuove utenze (gas, luce, acqua);
  • richiesta di certificato di agibilità SCIA.

La segnalazione certificata di agibilità, e quindi la conformità degli impianti, è richiesta anche in caso di:

  • cambio di destinazione d’uso, frazionamento, fusione, risanamenti eristrutturazioni edilizie;
  • modifica parziale di impianto.

In questo caso, la dichiarazione interesserà solamente la parte variata, ma, dovrà essere garantita la sicurezza di tutto l’impianto;

Se ad esempio volessi spostare gli attacchi della cucina, il tecnico dovrà dichiarare la conformità parziale relativa solo a quel vano. Stesso dicasi nel caso degli impianti relativi ad un ampliamento o una sopraelevazione. Oppure per l’apertura di una nuova attività commerciale: lo sportello perle attività produttive SUAP richiede, tra gli allegati obbligatori, le certificazioni degli impianti.

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